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Amori impossibili

Perché alcune persone continuano ad attrarci anche quando ci fanno soffrire?

Quasi tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo vissuto qualcosa di simile. Una persona ci fa stare male. Ci sentiamo trascurati, confusi, rifiutati o costantemente in bilico. Eppure continuiamo a pensarla, a desiderarla, a sperare che qualcosa cambi. Da fuori sembra incomprensibile.

Se una relazione fa soffrire, perché è così difficile lasciarla andare? La risposta potrebbe avere meno a che fare con l'amore e più a che fare con la familiarità.

Non sempre scegliamo ciò che ci fa bene

Ci piace pensare che l'attrazione funzioni come una bussola che ci orienta verso ciò che è giusto per noi. In realtà il cervello spesso segue una logica diversa: tende a preferire ciò che conosce, anche quando ciò che conosce non è particolarmente piacevole. Lo psicologo John Bowlby, padre della teoria dell'attaccamento, ha mostrato come le prime relazioni significative contribuiscano a costruire dei modelli interni che influenzano il modo in cui percepiamo l'amore, la vicinanza e la sicurezza. In altre parole, impariamo molto presto cosa aspettarci dagli altri e da noi stessi nelle relazioni.

 

La strana forza della familiarità

Immagina una persona cresciuta con figure affettive poco disponibili emotivamente. Forse ha ricevuto amore, ma in modo discontinuo. Forse ha imparato che per essere vista doveva impegnarsi molto; o che l'affetto era qualcosa da conquistare. Anni dopo potrebbe sentirsi particolarmente attratta da persone distanti, sfuggenti o difficili da raggiungere. Non perché questo la faccia stare bene, ma perché quel copione le risulta familiare. Il cervello spesso interpreta la familiarità come sicurezza, anche quando quella situazione genera sofferenza.

 

Quando l'incertezza diventa dipendenza

Le relazioni instabili hanno un effetto particolare sul nostro sistema di ricompensa. Alcuni studi hanno osservato che l'alternanza imprevedibile tra vicinanza e distanza può aumentare il coinvolgimento emotivo. È lo stesso principio che rende così potenti alcuni meccanismi del gioco d'azzardo: non sapere quando arriverà la ricompensa mantiene alta l'attenzione e l'investimento emotivo. Un messaggio che arriva dopo giorni di silenzio, una dimostrazione d'affetto dopo settimane di freddezza o una promessa di cambiamento possono diventare incredibilmente potenti proprio perché sono intermittenti. Più la ricompensa è imprevedibile, più tendiamo ad aspettarla.

 

L'amore o il bisogno di essere scelti?

A volte ciò che ci lega a una persona non è soltanto l'amore. Può esserci anche il desiderio di ottenere finalmente qualcosa che in passato è mancato: essere scelti, essere riconosciuti, sentirsi abbastanza. In questi casi la relazione rischia di trasformarsi inconsapevolmente in una missione: non stiamo più cercando una persona, ma stiamo cercando una conferma. E nessuna conferma esterna riesce davvero a guarire una ferita interna.

La chimica non basta a spiegare tutto

Quando ci innamoriamo entrano in gioco dopamina, ossitocina e altri neurotrasmettitori che influenzano il desiderio e il legame affettivo. Ma ridurre tutto alla chimica sarebbe troppo semplice. Le emozioni, le esperienze passate, le aspettative e i significati personali hanno un ruolo altrettanto importante. Per questo due persone possono vivere la stessa relazione in modi completamente diversi. Non reagiamo solo a ciò che l'altro è, ma reagiamo anche a ciò che rappresenta per noi.

 

La domanda che può cambiare tutto

Se una persona continua ad attrarti nonostante la sofferenza che ti provoca, forse la domanda non è: "Perché non riesco a dimenticarla?" Forse la domanda è: "Che cosa rende questa persona così familiare per me?" Spesso la risposta non si trova nel presente, ma nella storia che portiamo con noi. Non tutto ciò che sembra amore è casa

Quando una relazione ci fa sentire vivi, travolti o costantemente in attesa, è facile confondere l'intensità con l'amore. Ma l'intensità e la sicurezza non sono la stessa cosa. A volte ciò che chiamiamo amore impossibile è semplicemente un incontro tra bisogni antichi e speranze attuali. E diventare consapevoli di questo non significa smettere di amare. Significa iniziare a scegliere. Perché crescere non vuol dire smettere di cercare l'amore,vuol dire imparare a distinguere ciò che ci è familiare da ciò che ci fa davvero bene.

© Dott.ssa Lisa Cerri. Riproduzione consentita solo previa autorizzazione e citazione della fonte.

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