
Soldi e Colpa
Perché alcune persone si sentono in colpa quando spendono per sé?
Hai mai comprato qualcosa che desideravi da tempo e, invece di sentirti soddisfatto, hai provato un fastidioso senso di colpa? Magari non si trattava di una spesa eccessiva e forse potevi permettertela senza problemi. Eppure una voce dentro di te continuava a ripetere: "Era davvero necessario?" "Non avrei dovuto spendere quei soldi." "Ci sono cose più importanti." Se ti riconosci in queste sensazioni, la questione potrebbe non riguardare il denaro. Potrebbe riguardare il significato che hai imparato ad attribuirgli.
I soldi non sono mai solo soldi
Dal punto di vista economico, il denaro è uno strumento, ma dal punto di vista psicologico, è molto di più. Può rappresentare sicurezza, libertà, potere, indipendenza, successo, amore, protezione o valore personale. Fin dall'infanzia assorbiamo messaggi espliciti e impliciti sul denaro: alcuni crescono sentendo che i soldi sono una risorsa da utilizzare; altri imparano che sono qualcosa da conservare, proteggere o addirittura temere. E spesso queste convinzioni continuano ad accompagnarci per tutta la vita senza che ce ne rendiamo conto.
I messaggi che ci portiamo dietro
Pensa alle frasi che hai sentito da bambino.
"I soldi non crescono sugli alberi."
"Prima il dovere, poi il piacere."
"Non possiamo permettercelo."
"Spendere è uno spreco."
"Chi ha tanti soldi è egoista."
"Pensare a se stessi è da egoisti."
Nessuna di queste frasi è necessariamente sbagliata. Il problema nasce quando diventano regole rigide che continuiamo ad applicare automaticamente anche da adulti. A quel punto stiamo obbedendo a un copione.
Quando spendere per sé diventa egoismo
Molte persone provano più disagio a spendere per sé che per gli altri: fanno regali senza problemi, aiutano economicamente familiari e amici, investono sui figli... Ma quando si tratta di acquistare qualcosa per sé stesse, iniziano a sentirsi in colpa. Perché? Spesso perché hanno imparato che i propri bisogni vengono dopo quelli degli altri, che essere responsabili significa sacrificarsi e che meritarsi qualcosa richiede prima di aver lavorato abbastanza, sofferto abbastanza o dato abbastanza. In questi casi il senso di colpa non nasce dal permesso di ricevere, non tanto dalla spesa.
Il denaro e il senso di merito
Esiste una domanda che raramente ci poniamo: "Mi sento davvero meritevole?" Per alcune persone spendere soldi significa concedersi qualcosa. E concedersi qualcosa implica credere di averne diritto. Se sotto sotto ci sentiamo inadeguati, non abbastanza bravi o non abbastanza produttivi, anche una semplice spesa può diventare fonte di disagio, come se ci fosse sempre qualcosa da dimostrare prima di poter stare bene.
Il paradosso del risparmio
Risparmiare è importante, ma c'è una differenza tra scegliere di risparmiare e sentirsi incapaci di spendere: nel primo caso c'è libertà; nel secondo c'è paura.
Alcune persone accumulano denaro senza riuscire mai a goderselo davvero. Continuano a rimandare. "Più avanti." "Quando avrò abbastanza." "Quando sarò più tranquillo." Il problema è che quel traguardo spesso continua a spostarsi. E il rischio è passare la vita a proteggere una sicurezza che non arriva mai.
Le emozioni dietro il portafoglio
Uno studio dopo l'altro conferma che le decisioni economiche non sono guidate soltanto dalla logica.
Le emozioni giocano un ruolo enorme.
Quando spendiamo, non stiamo semplicemente scegliendo un oggetto o un'esperienza.
Stiamo entrando in contatto con paure, convinzioni, desideri e bisogni costruiti nel corso della nostra storia personale.
Per questo due persone con lo stesso reddito possono vivere il denaro in modi completamente diversi.
Una domanda utile
La prossima volta che proverai senso di colpa per una spesa, prova a fermarti un momento. Chiediti: "Sto facendo qualcosa di irresponsabile oppure sto semplicemente facendo qualcosa per me?" La risposta potrebbe sorprenderti.
Non tutto ciò che spendiamo è una perdita
A volte spendere è uno spreco. A volte è impulsività. Ma altre volte è cura. Un libro, una cena con una persona importante., un viaggio, un corso, una giornata di riposo, una seduta di psicoterapia... Non tutto ciò che esce dal conto corrente diminuisce il nostro patrimonio. Alcune spese aumentano qualcosa che non compare nell'estratto conto: il benessere, la crescita personale, le relazioni, la qualità della vita. E imparare a distinguere queste differenze è forse uno dei modi più maturi di vivere il rapporto con il denaro. Perché il vero problema, a volte, è credere di non meritare ciò che stiamo acquistando.
© Dott.ssa Lisa Cerri. Riproduzione consentita solo previa autorizzazione e citazione della fonte.


