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Passeggiate notturne

Come fa una persona ad alzarsi, camminare e perfino parlare mentre sta ancora dormendo?

Immagina questa scena: è notte. Una persona si alza dal letto, attraversa la stanza, apre una porta e magari pronuncia qualche parola sconnessa. Sembra sveglia. Ha gli occhi aperti. Si muove. Eppure sta ancora dormendo. Sembra impossibile, ma è esattamente ciò che accade durante un episodio di sonnambulismo.

Cos'è davvero il sonnambulismo?

Il sonnambulismo è un disturbo del sonno appartenente alle cosiddette "parasonnie", ovvero comportamenti insoliti che si verificano durante il sonno. Contrariamente a quanto si pensa, non avviene durante i sogni. La maggior parte degli episodi si verifica nelle fasi profonde del sonno non-REM, generalmente nelle prime ore della notte. È proprio questo uno degli aspetti più sorprendenti: la persona non sta sognando di camminare, sta realmente camminando.

Un cervello a metà strada

Per anni gli scienziati hanno cercato di capire come fosse possibile. Oggi sappiamo che durante il sonnambulismo alcune aree cerebrali sembrano "svegliarsi" mentre altre rimangono addormentate. In particolare risultano attive le aree coinvolte nel movimento, mentre quelle legate alla consapevolezza, al ragionamento e alla memoria continuano a funzionare come durante il sonno. È come se il cervello si trovasse in uno stato intermedio tra sonno e veglia. Per questo il sonnambulo può compiere azioni complesse senza essere realmente cosciente di ciò che sta facendo.

Perché succede?

Non esiste una sola causa. Le ricerche suggeriscono che entrino in gioco diversi fattori:

  • predisposizione genetica;

  • privazione di sonno;

  • stress psicologico;

  • febbre;

  • alcuni farmaci;

  • alterazioni del ritmo sonno-veglia.

Gli studi mostrano che il sonnambulismo tende a essere più frequente nelle persone che hanno familiari con lo stesso problema, suggerendo una componente ereditaria importante.

È vero che non bisogna svegliare un sonnambulo?

Probabilmente hai sentito questa frase molte volte. In realtà è uno dei miti più diffusi. Svegliare un sonnambulo non è pericoloso. Può però essere difficile e provocare momentanea confusione o disorientamento. Per questo gli specialisti consigliano generalmente di accompagnare delicatamente la persona verso il letto, se possibile in sicurezza. La vera preoccupazione non è il risveglio. Sono gli incidenti che potrebbero verificarsi durante l'episodio.

I sonnambuli possono fare cose complesse?

Sorprendentemente sì. Sono stati documentati episodi in cui persone hanno cucinato, aperto porte, spostato oggetti o svolto attività relativamente elaborate. Questo non significa che siano pienamente coscienti, ma che alcuni programmi motori possono continuare a funzionare anche in assenza di una vera consapevolezza.

Lo stress c'entra davvero?

Molto più di quanto immaginiamo. Anche se il sonnambulismo ha una base neurologica, diversi studi hanno evidenziato che periodi di stress intenso, affaticamento e alterazioni del sonno possono aumentare la probabilità degli episodi. Il sonno non è semplicemente una pausa. È un processo biologico delicato che risente profondamente di ciò che accade durante il giorno.

Cosa ricordano i sonnambuli?

Nella maggior parte dei casi, nulla. Al risveglio il ricordo dell'episodio è assente oppure molto frammentario. Questo avviene perché le aree cerebrali coinvolte nella formazione dei ricordi non risultano pienamente attive durante l'evento. È uno dei motivi per cui molte persone scoprono di essere sonnambule soltanto grazie ai racconti di familiari o partner.

Un fenomeno più comune di quanto pensiamo

Il sonnambulismo è particolarmente frequente nei bambini e tende a diminuire con la crescita. Negli adulti è meno comune, ma non raro. Secondo diverse stime, fino al 30% dei bambini può sperimentare almeno un episodio nel corso della vita, mentre negli adulti la percentuale è decisamente più bassa.

Cosa ci insegna il sonnambulismo?

Forse la lezione più affascinante è questa. Tendiamo a pensare al sonno e alla veglia come a due stati completamente separati. Il sonnambulismo ci mostra che il cervello è molto più complesso. A volte può trovarsi in una sorta di terra di mezzo, dove alcune parti dormono profondamente e altre sono già in movimento. Ed è proprio questa stranezza a rendere il sonnambulismo uno dei fenomeni più affascinanti della psicologia e delle neuroscienze del sonno.

Per approfondire

  • American Academy of Sleep Medicine (AASM)

  • Ohayon M.M., Guilleminault C. – Epidemiology of Sleepwalking

  • Stallman H.M., Kohler M. – Prevalence of Sleepwalking

  • Pressman M.R. – Disorders of Arousal from Sleep and Violent Behavior

© Dott.ssa Lisa Cerri. Riproduzione consentita solo previa autorizzazione e citazione della fonte.

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