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Quando la gelosia diventa controllo...

S. arriva in terapia parlando di gelosia.
Dice di essere “solo molto innamorata”, di avere paura di perdere suo marito. Ma andando avanti emergono comportamenti che non hanno più a che fare con l’amore, bensì con il controllo.

S. controlla il telefono.
S. ha nascosto un registratore nella borsa da lavoro del marito.
S. utilizza il GPS per sapere dove si trova, quanto tempo resta in un posto, se il percorso “torna”.

Non perché abbia prove di un tradimento.
Ma perché l’idea del tradimento è diventata insopportabile.

​

Quando la gelosia non parla dell’altro, ma di noi

La gelosia, in questi casi, non nasce da ciò che l’altro fa, ma da ciò che temiamo.
È una risposta alla paura: di non essere abbastanza, di essere sostituibili, di essere lasciati.

Il controllo diventa allora un tentativo disperato di calmare l’ansia.
“Se so tutto, sto meglio.”
Peccato che non funzioni mai davvero.

Il sollievo dura poco. Subito dopo serve un controllo in più.
E poi un altro ancora.

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Il paradosso del controllo

Più controllo, meno fiducia.
Più controllo, più distanza nella relazione.
Più controllo, più l’ansia cresce invece di diminuire.

E spesso, chi controlla finisce per sentirsi:

  • in colpa

  • vergognoso

  • ancora più solo

Perché sa che quel comportamento non è sano, ma non riesce a smettere.

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Alcuni spunti per iniziare a lavorarci

Senza soluzioni magiche (che non esistono), ma con direzioni possibili:

  • Chiedersi: “Cosa sto cercando di calmare?”
    Non “di chi ho paura”, ma di cosa. Abbandono? Rifiuto? Umiliazione?

  • Osservare il ciclo
    Controllo → sollievo breve → ansia che ritorna.
    Vederlo è il primo passo per interromperlo.

  • Distinguere intuizione da paura
    La paura urla, corre, pretende certezze immediate.
    L’intuizione è più silenziosa e non ha bisogno di prove continue.

  • Allenare la tolleranza dell’incertezza
    Le relazioni sane non eliminano il rischio.
    Si basano sulla scelta quotidiana di fidarsi nonostante il rischio.

  • Chiedere aiuto
    Quando la gelosia governa i comportamenti, non è una “colpa”, ma un segnale.
    E i segnali meritano ascolto, non giudizio.

  • ​

In terapia

Con S.  il lavoro non è stato “smettere di controllare”.
È stato capire perché quel controllo era diventato necessario.
E trovare modi meno distruttivi per prendersi cura della sua paura.

Perché la gelosia non va eliminata.
Va compresa.

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Se in queste parole ti sei riconosciuto/a e senti che è il momento di fermarti ad ascoltarti, puoi prenotare una consulenza: a volte basta uno spazio giusto per iniziare a fare ordine. Contattami nella pagina dedicata.

© 2023 Designed by Dott.ssa Lisa Cerri

|  Psicologa regolarmente iscritta all'Ordine degli Psicologi della Lombardia  |  via Monticelli 1G, 25080 Soiano del Lago (Bs)  |  Tel. +393335947668

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