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Image by micheile henderson

Disturbo bipolare e accettazione della diagnosi

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G. ha quarant’anni e un lavoro che le piace, amici che la stimano, una famiglia che la sostiene. Eppure, da quando le è stata diagnosticata una condizione bipolare, sente una frattura dentro di sé, come se una parte di lei fosse diventata “strana” o fuori controllo.

All’inizio non voleva parlarne con nessuno. Temeva lo stigma, il giudizio, e soprattutto non voleva sentirsi diversa. Ogni volta che pensava alla diagnosi, sentiva un nodo alla gola e un senso di resistenza, come se ammettere la realtà fosse tradire ciò che pensava di sé.

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La diagnosi e la fatica ad accettarla

Il disturbo bipolare spesso viene frainteso, e questo aumenta la difficoltà di accettazione. G. temeva di avere una “personalità doppia”, come dicono molti per errori o luoghi comuni. Ma il disturbo bipolare non significa avere due identità. Significa avere variazioni dell’umore che possono essere intense e talvolta difficili da gestire, ma che non cancellano chi siamo.

Per G., capire questa differenza è stato un primo passo importante: non è “una parte cattiva” e non è “un’altra persona”. È semplicemente la sua mente che ha bisogno di attenzioni diverse in certi momenti.

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Normalizzare e accettare

Accettare una diagnosi non significa rassegnarsi. Significa riconoscere una parte di sé, darle un nome, e imparare a vivere in modo più sereno con essa. Significa anche liberarsi dal senso di colpa o dal giudizio interno.

Per G., questo ha voluto dire iniziare a:

  • informarsi sul disturbo bipolare senza sensazionalismi

  • riconoscere i propri cicli di umore senza sentirsi “sbagliata”

  • cercare strategie pratiche per affrontare i momenti più difficili

  • parlare con persone fidate e con lo psicologo di ciò che sente

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Alcuni spunti per lavorarci

  • Dare un nome e una spiegazione: comprendere il disturbo aiuta a ridurre l’ansia e il senso di incertezza.

  • Distinguere sé dal disturbo: io non sono il disturbo, il disturbo fa parte di me.

  • Routine e strumenti di auto-cura: sonno regolare, attività fisica, monitoraggio dell’umore e supporto psicologico.

  • Accettare senza giudicare: la normalizzazione parte dal riconoscere che avere un disturbo mentale non rende nessuno “meno normale” o “difettoso”.

 

In conclusione

G. sta imparando a convivere con il disturbo bipolare, a vedere sé stessa come una persona completa, con sfide ma anche con risorse. L’accettazione non cancella le difficoltà, ma riduce la lotta interna e apre spazio alla cura e al benessere.

Se leggendo questa storia ti sei riconosciuto/a o senti che stai affrontando qualcosa di simile, puoi prenotare una consulenza e iniziare a lavorarci in uno spazio sicuro e non giudicante.

© 2023 Designed by Dott.ssa Lisa Cerri

|  Psicologa regolarmente iscritta all'Ordine degli Psicologi della Lombardia  |  via Monticelli 1G, 25080 Soiano del Lago (Bs)  |  Tel. +393335947668

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