
Paura in ascolto: come un suono può scatenare l’ansia
Ogni volta che sente il suono di un’ambulanza, qualcosa dentro di lei si blocca. Il cuore accelera. La gola si stringe. La mente corre subito al peggio: “E se fosse qualcuno che amo? E se succedesse a me?” Per questa paziente cinquantenne, l’ansia non è un pensiero isolato. È un corpo che reagisce prima ancora che la ragione possa intervenire. Un suono innocuo, che passa nella strada, diventa un campanello di allarme costante.
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Quando l’ansia si fa quotidiana
Il meccanismo è semplice, ma potente:
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Il cervello percepisce il suono come minaccia
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Attiva la risposta di allarme (fight, flight, freeze)
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Il corpo risponde: battito accelerato, respiro corto, tensione muscolare
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La mente corre alle peggiori possibilità
Il risultato? Una sensazione di costante preoccupazione e fatica, anche senza un reale pericolo.
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Perché succede
L’ansia è, in fondo, un sistema di protezione. Ci avvisa dei pericoli reali e ci prepara a reagire. Quando però diventa sproporzionata rispetto alla minaccia, può trasformarsi in sofferenza quotidiana. Spesso le persone con ansia legata a stimoli specifici (come sirene, rumori forti, luoghi particolari) hanno imparato a reagire così nel tempo, senza rendersene pienamente conto. Il corpo associa quel segnale a qualcosa di spaventoso e la risposta diventa automatica.
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Alcuni spunti per gestirla
Non si tratta di ignorare la paura, ma di imparare a contenerla e ascoltarla:
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Riconoscere i segnali corporei
Accorgersi che il cuore accelera, la respirazione si fa corta, è già un primo passo per sentirsi meno travolti. -
Respirazione consapevole
Inspirare lentamente, contare fino a 4, trattenere 2, espirare 4. Ripetere aiuta a riportare il corpo a uno stato di calma. -
Distinguere il pensiero dalla realtà
Domandarsi: “Cosa sta succedendo davvero, e cosa sto immaginando?” -
Esporsi gradualmente
Ascoltare il suono dell’ambulanza in momenti controllati, con la consapevolezza di poter tornare in uno spazio sicuro, può ridurre la risposta automatica. -
Chiedere supporto
Quando l’ansia inizia a interferire con la vita quotidiana, parlarne con uno psicologo permette di trovare strategie personalizzate.
In terapia
Con questa paziente, il lavoro è stato insegnarle a non farsi travolgere dalla paura, a dare al corpo e alla mente strumenti concreti per rispondere in modo più equilibrato. Se leggendo questa storia ti sei rispecchiato/a o senti che l’ansia influisce sulla tua vita, puoi prenotare una consulenza e iniziare a lavorarci in uno spazio sicuro e non giudicante.



